Posts Tagged ‘Alla scoperta di Pontinia’

Il borgo dimenticato

Cartello commemorativo Borgo Pausbio

In queste ultime settimane sui media locali, sul web ed i social network si è fatto un gran parlare dell’ampliamento del centro urbano di Pontinia avvertito dalla popolazione unicamente dal posizionamento della nuova segnaletica stradale. Subito sono arrivate le proteste da parte di alcuni residenti di borgo Pasubio che, a loro dire, si sono sentiti improvvisamente privati della loro identità civica e storica essendo stati inglobati ormai definitivamente ed anche formalmente dentro le ideali nuove mura di Pontinia. Polemica subito cavalcata da alcuni consiglieri di opposizione che hanno infine proposto ed ottenuto l’installazione di un cartello commemorativo del borgo fagocitato dall’espansione del centro urbano di Pontinia.

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Sarebbe bello se…

Design contemporaneo

Sarebbe bello se le imprese edili, che operano a Pontinia, i professionisti che ne curano i progetti e non da ultimo i tecnici e funzionari comunali fossero più consapevoli del ruolo che esercitano e delle conseguenze che le loro costruzioni imprimono all’immagine, alla vivibilità di una strada, di un quartiere, di un paese.
A Pontinia, ma non solo, sembra che i costruttori non si sentano in dovere, quasi non gli corresse l’obbligo di migliorare la città con le loro costruzioni. Il dicata è economicità ed omologazione progettuale per cui fatto un edifico tutti gli altri sono dei cloni, delle fotocopie con piccole varianti e qualche orpello declinato in diversi modi che stancamente si ripete nella monotonia che mortifica innovazione e creatività e testimonia, invece, la mancanza di idee, di coraggio e di una visione dell’architettura non fine a se stessa ma in funzione anche di chi non abiterà in quell’appartamento.

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Atti vandalici al DON MILANI: ripristinato il pannello informativo QR-CODE

Pannello QR-CODE scuola Don Milani

Pannello QR-CODE scuola Don Milani

Dopo l’ennesimo atto vandalico registrato sotto il loggiato della scuola primaria Don Milani di Pontinia e l’ennesima strato di vernice applicato all’inizio dell’anno scolastico, è stato ripristinato anche il pannello informativo con i codici QR-CODE che possono essere letti dai telefoni cellulari per raccontare la storia di Pontinia anch’esso oggetto delle attenzioni dei “soliti idioti” che avevano tentato di staccarlo e non riuscendoci hanno appiccato il fuoco inserendo materiale infiammabile con il risultato di renderlo illeggibile visto che è ignifugo.

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Il Chinino – Febbraio Marzo 2012

Copertina del Chinino

Copertina del Chinino - nr. 01 anno II

Continua l’esperienza editoriale del “Chinino” il magazine bimestrale autoctono di Pontinia e per Pontinia che per il 2012 debutta con una nuova carta molto “copertinosa” ed ecologicamente sostenibile. Pontiniaweb, come indicato nel piano di progetto, promuove simili iniziative e collabora con il magazine “dagli effetti collaterali” pubblicando il PDF integrale del giornale consultabile dal portale “cliccando sull’immagine della copertina”

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Codice postale 04014

Antonio Pennacchi sul fiume Sisto a Pontinia

Lo storico e scrittore Antonio Pennacchi, che con “Canale Mussolini” (premio strega 2010) ha scosso conoscenze e coscienze rendendo giustizia a questo territorio, con il suo inconfondibile ed unico stile di genere racconta una sintesi di Pontinia in questo articolo pubblicato qualche mese fa sull’edizione italiana del National Geographic di cui riportiamo un estratto:

” Pontinia comunque è magica. Doveva essere la più povera e dimessa, solo la terza, fra le città nuove costruite dal fascio in Agro Pontino, dopo Littoria e Sabaudia. E infatti venne a costare un quinto di quanto costò Sabaudia, dove chiamarono gli architetti di grido e spesero una montagna di soldi in travertino, per magnificare il nome dei Savoia. Pontinia no, Pontinia doveva essere solo agricola e spesero appunto un quinto. Ma l’architetto Oriolo Frezzotti – peraltro non molto considerato, e pure pesantemente attaccato dai razionalisti doc, Pagano in primis – fu più bravo di quelli là di Sabaudia, che oggi ti sembra una città morta e di cartone, che s’empie solo d’estate coi romani che si sono fatti le ville sulla duna. Ma d’inverno non c’è un cane in giro. Non c’è un trattore che cammini, un’officina che lavori. Pontinia invece il suo pane se lo guadagna e se lo guadagna d’avanzo: se lo guadagna per Sabaudia e, se insisti, pure per Roma e per Malpensa ladrona.

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